Open Cloud Academy #11 – Come scegliere il Cloud Provider

Cloud Provider

Cos’è un Cloud Provider? Quali servizi offre? Come scegliere il migliore sul mercato? Marco Viscardi di Open Cloud ce ne parla in questo nuovo podcast della Open Cloud Academy

Nei precedenti podcast di Open Cloud Academy, abbiamo spiegato come la Digital Transformation è soprattutto dematerializzazione, cioè rendere software e agevole ciò che invece è hardware e limitato dal punto di vista fisico. Per raggiungere questo obiettivo, il Cloud è un elemento imprescindibile.

Cos’è e cosa fa un Cloud Provider

Il Cloud Provider è un’azienda (piccola o grande, nazionale o internazionale) che, grazie ad investimenti in infrastrutture informatiche posizionate in un data center, è equipaggiata con dei software che permettono di suddividere le potenzialità del Cloud per ospitare i sistemi di aziende diverse.

Oggi è possibile fare due grandi suddivisioni tra i Cloud Provider disponibili sul mercato: quelli che operano a livello internazionale e quelli che invece operano a livello prettamente nazionale italiano.

A livello internazionale abbiamo tre grossi player: Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud Platform. Ce ne sono poi altri più piccoli come OVH, Rackspaces e così via. La caratteristica di questi provider internazionali è il fatto di poter ospitare i sistemi dell’azienda cliente in data center distribuiti in tutto il mondo. Se un’azienda che opera a livello internazionale ha la necessità di conservare i propri  dati in Cina, Stati Uniti, Asia o Australia, ad esempio, questi Provider sono la scelta migliore.

A livello nazionale, l’unico Cloud Provider propriamente detto è Aruba. In Italia però ci sono anche gli operatori di telecomunicazioni (telco) che da qualche tempo a questa parte stanno integrando l’offerta di connettività alla proposta di servizi aggiuntivi come il Cloud. Le principali compagnie di comunicazioni sul mercato italiano sono Telecom, Fastweb e Vodafone.

Come scegliere il Cloud Provider

I servizi offerti dai Cloud Provider sono molteplici e pronti all’uso. Il Cloud sono un’ottima soluzione, ad esempio, per sostituire hardware obsoleti, per ottenere dischi più performanti, per creare server, per non preoccuparsi più di licenze scadute e da aggiornare oppure per esternalizzare software di posta elettronica. Le funzionalità sono numerose, diventa quindi fondamentale la scelta del Provider migliore.

Quali sono gli elementi da valutare nella scelta di un Cloud Provider?

Gli argomenti da considerare riflettono direttamente le sei principali paure delle aziende di fronte a questa scelta.

Sicurezza dei dati: il livello di protezione offerto da un Provider sarà sicuramente più elevato di quello della maggior parte delle piccole/medie imprese. Un Cloud Provider, infatti concentra i propri investimenti  su procedure ed infrastrutture di sicurezza che moltissime aziende non possono permettersi. Un buon Cloud Provider mette anche a disposizione dei propri clienti un Security Operations Center (SOC) cioè un servizio di assistenza e di consulenza erogata dagli specialisti del Provider stesso. Il SOC può sviluppare dei sistemi di sicurezza ad hoc ed aiutare l’azienda ad armonizzare la protezione dell’ambiente Cloud con i sistemi di sicurezza interni del cliente stesso.

Rischio di lock-in: per evitare che l’azienda cliente (spostando i propri sistemi sotto il controllo del fornitore) si senta troppo dipendente dal Cloud Provider, è importante chiarire alcuni aspetti a livello contrattuale, come la modalità di import ed export dei dati, la durata ed i vincoli del contratto.

Privacy dei dati: questo tema è regolamentato dalla certificazione ISO/IEC 27001, la quale attesta che il Cloud Provider rispetti una serie di norme ben precise per la tutela dei dati. Il fornitore deve: garantire l’accesso sicuro ai dati sia da parte del Provider sia da parte del cliente, garantire la segregazione dei dati di un’azienda rispetto a quelli di altri clienti, garantire la distruzione dei dati al termine del contratto o comunque all’interruzione del rapporto, fornire un log di tutti gli accessi fatti.

Complessità: oggi i servizi offerti dai Cloud Provider sono numerosi. Per valutarne la complessità è innanzitutto necessario capire che tipo di Orchestrator ha il Provider. L’Orchestrator è una serie di tools il cui fine è quello di semplificare l’utilizzo della piattaforma Cloud, permettendo al cliente di compiere in maniera molto semplice operazioni in realtà molto complesse. Per valutare la complessità di un Cloud Provider, bisogna quindi capire quanto è semplice utilizzare il suo Orchestrator e quali funzioni include (alcuni forniscono anche software sulla sicurezza).

Scalabilità e disponibilità del servizio: per valutare la scalabilità, bisogna capire in che modo ed in quanto tempo è possibile aumentare la grandezza dell’ambiente Cloud (scalabilità immediata oppure è richiesto più tempo). Per la disponibilità del servizio, bisogna invece comprendere che tipo di data center ospita i sistemi: è sufficientemente protetto? È sufficientemente potente per erogare servizi senza discontinuità? Un buon data center è certificato TIER IV, quindi tutti gli elementi che lo compongono (ad esempio climatizzazione, alimentazione elettrica, cablaggio di rete, ecc.) devono essere ridondati, vale a dire composti da due strutture diverse non comunicanti, in grado di garantire il servizio anche in caso di down di una delle due parti.

COSTI: paragonando i costi di un servizio Cloud per un certo numero di anni con quanto costerebbe acquistare un nuovo hardware o un nuovo software, il Cloud non è conveniente. L’analisi, però, va fatta tra il costo del servizio Cloud e il cosiddetto TCO (Total Cost of Ownership) dell’infrastruttura. Bisogna quindi valutare non solo quanto costa acquistare quel bene materiale (che invece con il Cloud non si ha bisogno di comprare) ma soprattutto il TCO che include i costi di gestione del bene (backup, neutralizzazione di virus, evitare la perdita di file, rotture e riparazioni fisiche, aggiornamenti hardware e software, assistenza tecnica, ecc.). Tutti questi costi sono evitati con un buon sistema Cloud. A seconda delle necessità, infine, è possibile scegliere se utilizzare dei Cloud Provider a canone fisso oppure optare invece per un pagamento a consumo.

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