Open Cloud Academy #10 – Il Chief Digital Officer e il percorso di digitalizzazione dell’azienda

Chief Digial Officer

Il Chief Digital Officer: chi è? Quale ruolo ha in azienda? Come si forma? Ne abbiamo parlato in questo podcast della Open Cloud Academy con Alberto Giusti, imprenditore in ambito digital e fondatore della community Digital Building Blocks, che ha lo scopo di aiutare i manager italiani a comprendere il fenomeno digital.

Alberto ci ha parlato del suo particolare approccio all’innovazione, un approccio di ispirazione rinascimentale, su cui ha basto il progetto Master of Guilds42. Gli abbiamo chiesto come è riuscito a integrare il rinascimento con la digitalizzazione.

“Si tratta di un progetto che stiamo portando avanti insieme a Andrea Alfieri, che ha gestito per diversi anni una serie di comunità verticali nel mondo del digital. Noi crediamo che in questo momento stiamo vivendo un grande stravolgimento del mondo, ma questo grande stravolgimento del mondo si è già verificato in passato, si chiamava Rinascimento. La differenza è la velocità a cui stanno succedendo le cose. Anche oggi, però, come nel Rinascimento, stanno nascendo una serie di nuove arti. Se nel rinascimento queste arti si chiamavano conceria, arte bancaria e pittura oggi si chiamano blockchain, Internet of Things e Programmatic Advertising. Ma come nel rinascimento si imparavano le nuove arti andando a bottega dal Maestro, che era un bravo artigiano, oggi si parla di “learning by doing”. Nel Rinascimento non c’erano le università, le scuole, sono nate dopo. Oggi in queste nuove arti non ci sono scuole e università, ha senso quindi imparare dal Maestro che ti insegna mentre realizza i suoi progetti. Noi abbiamo codificato questo approccio e creato le gilde, le corporazioni. Prima di tutto ci si forma attraverso dei moduli che guidano nel percorso di formazione. I più bravi e meritevoli, vengono organizzati in gruppi di lavoro su progetti assegnati dalle aziende, utilizzando gli strumenti digital.

Tutto questo per abilitare i giovani, ma non solo, a diventare dei Digital Tailor, cioè delle figure che sanno utilizzare gli strumenti digitali. L’altra figura che crediamo sia fondamentale è quella del Chief Digital Officer, cioè il soggetto che aiuta l’Amministratore Delegato a creare le strategie utilizzando gli strumenti digitali. Si tratta statisticamente di un soggetto tra i 40 e i 45 anni, di cui valorizziamo l’esperienza acquisita nel proprio settore e nella propria industry, a cui aggiungiamo la competenza in ambito digital. Attraverso questa community queste figure vengono aiutate nel loro percorso.”

Digital Transformation e mindset

Nei podcast della Open Cloud Academy è stato spesso affrontato il tema del cambiamento di mentalità che è necessario avvenga nelle aziende per poter abbracciare in pieno le potenzialità e gli strumenti messi a disposizione dal digital. Anche Alberto Giusti, nel nostro podcast, ci ha confermato che si tratta di un elemento imprescindibile:

La digital transformation in realtà è una trasformazione culturale. Il know how esiste già tutto, ma le persone non lo sanno e quindi vedono ancora con diffidenza questi strumenti, perché non sanno quali risultati possono portare. Se Google AdWords è cresciuto del 20% all’anno negli ultimi 7 anni e continua a crescere, significa che chi non usa AdWords deve iniziare a usarlo, per non ritrovarsi a stretto giro in grossi guai”.

Digital Building Blocks quindi guida aziende e manager verso la trasformazione digitale delle aziende. Un altro argomento che abbiamo spesso trattato nei podcast della Academy riguarda il fatto che vi è grande consapevolezza dell’importanza della digitalizzazione in azienda, ma si tratta di una consapevolezza che poi fatica a tramutarsi in azione e in vera e propria trasformazione digitale. Ci siamo chiesti quale sia la resistenza più comune che le aziende oppongono alla digital transformation. Anche su questo tema, Alberto Giusti ha condiviso con noi il suo punto di vista:

“La resistenza più comune è culturale. Le persone hanno paura di essere prese per sceme se non dicono che il digital è importante. Poi però quando gli chiedi: “Che cos’è?” non telo sanno dire. Quindi con Massimo Calabrese, che è il coautore del libro “Guida per manager nell’era digitale. Il metodo Digital Building Blocks” abbiamo provato a dare un framework per capire cosa vuol dire usare il digital in azienda e siamo partiti dall’ambito in cui è più facile e più sistemico approcciarsi al digital, cioè dal Sales and Marketing. Se in azienda si incomincia ad avere più clienti e più fatturato grazie agli strumenti digitali poi è più facile che vengano adottati anche in tutti gli altri ambiti, come l’organizzazione e la produzione. Statisticamente, l’azienda che inizia a utilizzare questi sistemi dal primo anno fa un +18% di fatturato.

In alcuni settori merceologici si è già arrivati a uno stadio avanzato, per esempio nel turismo. Chi non è competente nel mondo digital oggi non può più lavorare nel turismo. In altri settori questo non è ancora accaduto, tutto il settore del machinery ha un grande beneficio dall’utilizzo degli strumenti digitali e sì, le presse e i torni si vendono online, attraverso contatti generati da internet. Ci sono i numeri a dimostrarlo, non è un’opinione. Normalmente il leader di mercato nel digital arriva a prendersi il 70% della nicchia in cui è posizionato.

Chief Digital Officer: competenze, formazione e profilo

Ma come si diventa leader di mercato nel digital? Quali sono le competenze necessarie?

Noi riteniamo che la competenza più grande da possedere è la conoscenza del proprio settore merceologico. Il digital è uno strumento, bisogna essere in grado di creare una strategia conoscendo le potenzialità del digitale. Chiunque parli di ‘mondo reale’ e ‘mondo virtuale’ è vecchio, è come se qualcuno parlasse del mondo al telefono e il mondo fuori dal telefono. Il telefono è parte del mondo, e così il digital. Bisogna conoscere i singoli strumenti, capire i benefici che possono portare, ma il Chief Digital Officer non deve scendere nel tecnico, deve sapere come queste cose funzionano e metterle in equilibrio in una strategia che comprenda online e offline.

Approfondendo la figura del Chief Digital Officer, siamo riusciti a delinearne un profilo chiaro e definito:

“Il CDO (Chief Digital Officer) è un soggetto che ha una solida competenza nel business in cui opera, è un uomo di mercato, che conosce le dinamiche del suo settore. Questa figura generalmente risponde all’Amministratore Delegato o al Direttore Generale. È un soggetto che ha dei chiari obiettivi di business, e tipicamente è il primo candidato a diventare poi l’amministratore delegato dell’azienda dopo tre/cinque anni. È una figura importante in azienda perché può portare davvero una crescita a due digit.

Questa figura struttura degli obiettivi da raggiungere a partire dall’anno e su questi obiettivi viene misurato: più fatturato, più clienti, KPI e Milestone. Il mio suggerimento è quello di negoziare anche una percentuale sul maggior utile generato.

Questo soggetto tipicamente si trova poi ad aver bisogno di un suo project manager che gestisca strumenti come Facebook, Google, LinkedIn eccetera… Questo soggetto per noi è il Digital Tailor. Un soggetto che ha sviluppato competenze in abito digital e che ogni volta confeziona un abito su misura per la singola azienda. Il connubio tra i due soggetti crea una squadra molto potente per l’azienda.”

Dal Marketing all’automazione dei processi

Il percorso suggerito dal metodo Digital Building Blocks suggerisce di iniziare il proprio percorso di innovazione dall’ambito Sales and Marketing. Abbiamo chiesto ad Alberto il perché di questa scelta e come passare poi da questa prima digitalizzazione ad altri tipi di automatizzazione, per esempio l’automatizzazione dei processi.

Noi suggeriamo di iniziare dal Sales and Marketing perché è in quest’ambito è più semplice monitorare i risultati e perché è certamente più interessante andare a scrivere un segno più anziché ottimizzare i meno. Ha senso partire da processi di Inbound Marketing e Lead Generation per sistematizzare i processi nel Sales and Marketing.

A partire dalla strutturazione dei processi in maniera automatica o comunque secondo procedure a poco a poco si può iniziare a utilizzare un CRM per la gestione dei clienti, a utilizzare la G Suite di Google, a usare un sistema di messaggistica interna e per la coordinazione dei flussi di lavoro, per poi arrivare a toccare tutte le altre divisioni dell’azienda, con sistemi di controllo di gestione e Industrial Internet of Things. Si tratta di sistemi che esistono già e che sono già integrati tra di loro. Gli strumenti operativi oggi esistono e possono essere integrati e scelti in funzione delle proprie esigenze e di quelle dell’azienda.”

Link e approfondimenti:
www.digitalbuildingblocks.it

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